Indagine ad alto rischio – Capitolo 2, prima parte
Leggi tutti gli articoli di Nicola Peri
Atterrati all’aeroporto di Barcellona ritirai il bagaglio, scambiai il mio numero con le tipe promettendo loro che saremmo usciti insieme nei giorni successivi. Ad attendere Simona c’era un ragazzo che assomigliava tanto a quello della foto che stringevo in mano: era Manuel, beccato! Dovevo avvertire la madre per sapere che fare, ma teneva il cellulare spento, era un vizio di famiglia. Provai a casa, non rispose nessuno. Decisi di seguirli con un taxi. Migliaia di persone in maglietta invadevano le ramblas, lunghi viali che attraversavano la città fino alla spiaggia. La città era sempre la stessa, bella, caotica e con l’umanità più varia. Mi svegliai dallo stato d’ipnosi procuratomi dai ricordi del mio precedente viaggio del duemiladue. Non dovevo perderli di vista, non li avrei ritrovati in tutto quel casino.
Il giro turistico proseguì per la felicità del mio autista, col traffico il tassametro saliva. Notai che aveva nel portaoggetti una specie di bastone corto simile a un manganello, una precauzione in caso qualche turista ubriaco dopo una notte trascorsa in discoteca facesse storie per la tariffa o peggio ancora lo aggredisse. Giungemmo al centro della rambla, il loro taxi si fermò davanti a un hotel a quattro stelle, si trattavano bene i pischelli. Feci cenno al tipo di fermarsi. Li vidi scaricare i bagagli ed entrare nella reception; mentre passavo davanti col taxi vidi un inserviente allungare ai due una chiave. Bene, sapevo dove alloggiavano, ora toccava a me. Dissi all’autista di portarmi all’hotel a tre stelle più vicino. A cento metri trovai la mia nuova dimora. Pagai trenta euro, un furto in piena regola; fortunatamente non erano soldi miei, altrimenti al tipo non gli sarebbe bastato un bazooka per calmare la mia ira…
Il clima era mite, si prospettavano grandi sudate se avessi dovuto pedinare i due innamorati. Sempre che non avessero deciso di fare i conigli tutto il giorno in albergo… Entrai nella reception, il giovane dietro il bancone mi accolse con un: “Hi Sir.” Non sapevo se rispondergli nel mio scarso inglese o in sardo che è simile allo spagnolo. Chiesi una camera accompagnando le mie parole con il gesto di chi si fa la doccia, una famiglia mi passò vicino sorridendo. Il tipo allargò le braccia:
“Si, si! Italiano? Io parlo italiano, ho passato un anno in Italia!”
“Ma davvero? Dove si trovava?”
“Ho vissuto a Roma, ho fatto l’Erasmus.” Si tratta di uno scambio culturale tra studenti universitari europei, un modo per passare un anno in allegria fra feste, alcool e ragazze.
“Ho quello che fa al caso suo, una stanza singola con vista sulla rambla, è stata sistemata stamattina. Lei di dov’è?”
“Sono di Cagliari, Sardegna.”
“Conosco Alghero!” Strano, era stata sotto la dominazione spagnola, ancora oggi gli abitanti di Alghero parlano una lingua simile al catalano. Troncai subito:
“Si, bella città. Mi dice il numero della stanza?”
“La uno- otto- otto signore, la faccio accompagnare dalla cameriera.”
Alzò la cornetta e disse alcune frasi, il succo era che qualcuno doveva muoversi per accompagnarmi alla camera. Arrivò un ragazzo della mia età. Prese la mia valigia e salimmo in ascensore, ci fermammo al terzo piano. La mia camera si trovava a sinistra, a metà corridoio. Aprì la porta e accese le luci, gli diedi dieci euro di mancia e ci salutammo.
La stanza era quattro metri quadrati, muri bianchi tinteggiati da molto tempo; in compenso l’ambiente era pulito, il bagno spazioso. Dentro l’armadio si trovava una cassaforte. Se ti volevano rubare quello che ci metti dentro sarebbe stato uno scherzo, la serratura sarebbe saltata con un semplice temperino. Decisi di non metterci niente. Il sole batteva sulle tende tirate della finestra. Accesi l’aria condizionata programmandola sui venticinque gradi, presi il cellulare e chiamai la signora Sinis, ma risultò occupato. Un minuto dopo squillò il mio, era lei:
“Pronto signor Costa dove si trova?”
“Sono arrivato da poco a Barcellona, signora” non mi diede il tempo di finire che subito riprese:
“Lasci perdere, ho parlato con Manuel, ha acceso il cellulare finalmente! Si trova Villasimius al mare con amici, voleva trascorrere un po’ di tempo con loro, è tutto a posto.”
Ma che cazzo stava dicendo? Villasimius è a cinquanta chilometri da Cagliari.
“Signora si sta sbagliando, mi spiace… Ho seguito la sua ragazza, lui era all’aereoporto di Barcellona ad aspettarla!”
“Sta scherzando mi auguro?”
“Mai stato così serio! Evidentemente non vuole farle sapere dov’è.”
Restò muta, senza parole. La cosa non mi quadrava, forse il ragazzo intendeva sparire, c’era sotto qualcosa. Intendevo scoprirlo.
“Facciamo così, non lo richiami facendogli una scenata, lo seguo per due o tre giorni e vediamo che intenzioni ha. Se la contattasse insistendo sulla storia di Villasimius faccia finta di niente…”
Mi venne un colpo quando disse: “Gli ho detto di averla assunta e che ha seguito Simona sino a Barcellona.” – Merda! Mantenni la calma – “Lui ha detto che non la sente da mercoledi.”
Seconda bugia, controllai i nervi: “Le ha dato la mia descrizione?”
“Si mi spiace, l’ho sentito cinque minuti fa…” Un punto di vantaggio per me. Se lo avesse saputo due ore prima sarei stato fregato, mi avrebbe notato subito alI’ aereoporto. Neanche la ragazza mi aveva mai visto, ma ora avrebbero tenuto gli occhi aperti. La cosa si complicava, non sarebbe stata una vacanza lavorativa come progettavo.
“Sicuramente è una ragazzata, non si preoccupi, comunque faccia come le ho detto: è importante. Va bene signora?”
“Oh si… certo” Era ancora scossa.
“La informo domani, arrivederci signora.”
“A domani signor Costa.”
Mi cambiai e uscii diretto al loro albergo. Dovevo stare attento, si sarebbero guardati intorno per individuarmi. Con tutta la gente in circolazione sarei riuscito a mimetizzarmi. Mi venne un idea: rientrai nel mio hotel, avevo bisogno di silenzio e in strada c’era troppo rumore. Chiamai la signora Sinis:
“Sono il signor Costa, ascolti attentamente. Domani chiami suo figlio con la scusa di fargli gli auguri di Pasqua. Dica che non sono riuscito a prendere il volo perché ho avuto un incidente con la macchina. La butti lì per caso, girandoci intorno. Cerchi di essere credibile, non deve tentennare. Lo può fare?”
“Farò del mio meglio signor Costa.” Non bastava:
“Ci deve riuscire!” – replicai deciso – “È importante affinchè la mia indagine vada a buon fine.”
“Va bene ci proverò, a presto”
“A domani signora.”
Pensavo stessero tramando qualcosa quei due; magari mi sbagliavo e volevano solo farsi una vacanza in santa pace. Scesi in strada dove c’era un continuo viavai di gente. Mangiai l’ultimo panino rimastomi. Nel frattempo controllavo l’ingresso del loro hotel nel caso decidessero d’uscire. Per fortuna avevo trovato una buona sistemazione. Nel duemiladue fu un’impresa chiudere occhio. La mia camera dava su una discoteca che chiudeva alle otto del mattino, poi gli dava il cambio la gente che sbraitava in strada. Stavolta era diverso, anche se non avrei dormito molto per un altro motivo: dovevo pedinarli; anche se fossero rientrati all’alba, dopo poche ore dovevo già essere in piedi, magari erano tipi mattinieri…
I due uscirono dopo un’ora: avevano avuto modo di salutarsi in maniera più appropriata che con un semplice bacio. Mi inchinai, protetto da una macchina, facendo per allacciarmi le scarpe, e li osservai attraverso i vetri. Loro guardavano da tutte le parti, sapevano d’essere pedinati, ma fui più bravo di loro, non riuscirono a vedermi. Fermarono un taxi e salirono a bordo. I taxi in questa città non mancano mai. Ne passò un altro dopo mezzo minuto. Erano fermi al semaforo. Dissi all’autista di seguire il suo collega senza stargli addosso. Gli allungai dieci euro e dissi:
“Sto seguendo mia moglie: è con un altro…” feci il gesto delle corna, lui sorrise.
“Bene, bene!”
Prese i soldi al volo: bene una mazza! Ti dicono una cosa del genere, almeno rispondi “Mi spiace per lei”. Forse non conosceva l’italiano… Tolsi la felpa, faceva caldo, o ero nervoso per l’inseguimento, non saprei dirlo. Avevo la gola secca: avrei voluto bere qualcosa di fresco. Sentivo la stanchezza, il mal di testa non mi dava tregua, mi augurai che i ragazzi volessero passare la serata in albergo a rivangare i vecchi tempi. Qualcosa mi diceva che non sarebbe stato il loro programma…
Appuntamento a giovedì per la seconda parte.
Per chi se li fosse persi:
Capitolo 1, prima parte
Capitolo 1, seconda parte
[Foto di Alaskan Dude sotto licenza Creative Commons]

Agosto 10th, 2009 at 11:16 am
[...] chi se li fosse persi: Capitolo 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda [...]
Agosto 13th, 2009 at 9:54 am
[...] chi se li fosse persi: Capitolo 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima [...]
Agosto 20th, 2009 at 11:54 am
[...] chi se li fosse persi: Capitolo 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima [...]
Agosto 27th, 2009 at 3:03 pm
[...] chi se li fosse persi: Capitolo 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima [...]
Agosto 31st, 2009 at 2:29 pm
[...] chi se li fosse persi: Capitolo 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima [...]
Settembre 17th, 2009 at 9:44 am
[...] 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima [...]
Settembre 24th, 2009 at 1:42 pm
[...] 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima [...]
Settembre 29th, 2009 at 6:03 pm
[...] 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima [...]
Settembre 29th, 2009 at 6:07 pm
[...] Per chi se li fosse persi: Capitolo 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte [...]
Ottobre 5th, 2009 at 9:51 am
[...] 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima [...]
Ottobre 19th, 2009 at 3:31 pm
[...] 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima [...]