Indagine ad alto rischio – Capitolo 4, prima parte
Leggi tutti gli articoli di Nicola Peri
DOMENICA 19 APRILE
Dormii per dieci ore di fila, il sonno arretrato mi aveva spossato negli ultimi tempi. Come risultato mi svegliai più stanco di quando ero andato a dormire. A fatica riuscii ad alzarmi e a fare una doccia. L’amore chiamava, alle dieci dovevo passare a prendere Marta per una passeggiata al mare. Prima andai in pasticceria, sono molto goloso. Mi accorsi di aver lasciato il cellulare a casa in cucina, decisi di rientrare per prenderlo. Non sono un maniaco dei telefonini, il fatto è che puntualmente quando lo tengo staccato o non lo porto con me qualcuno mi chiama. Col lavoro che faccio non posso permettermelo.
Aprii la porta ma subito mi fermai sulla soglia. La porta della mia camera era aperta ed io ero sicuro di averla chiusa prima di uscire. Il mio olfatto captò un forte odore di fumo. Odio le sigarette e i miei vestiti non erano impregnati di quell’odore. Cazzo c’era qualcun altro in casa! Non davo nessuna festa e non mi sembrava di aver invitato qualcuno…
Intravidi le tende della mia camera, erano chiuse e io le avevo aperte per fare entrare luce. Non c’era dubbio: qualcuno aveva forzato la porta e si era introdotto nella mia abitazione, eppure non avevo notato segni di scasso. Notai un’ombra dietro la porta della mia camera. Entrai nel salottino in punta di piedi. Non era il momento di cazzeggiare e chiedere “Chi va là?” o stronzate simili. Quando mi trovai vicino alla camera la porta venne sbattuta verso di me. Caddi in terra, urlai. Un tipo robusto coi capelli a zero scappò verso il portone di casa. Riuscii solo a vedere che era vestito di nero e aveva una cicatrice sulla guancia destra… Ebbi un flash, il tipo assomigliava a uno dei fratelli di Vin Diesel che avevo visto a Barcellona. Non era possibile, mi stavo sbagliando. Non avevo niente di valore in casa, controllai che fosse tutto al suo posto. Non mancava niente. Con la coda dell’occhio vidi un biglietto sul pavimento, lo raccolsi. Vi era rappresentata una piantina, era il disegno di una strada, numero cinque-cinque-quattro. Dopo un ponte, una freccia verso sinistra, la scritta trecento metri, stop. Sotto la scritta la parola Burcei. Un pensiero mi assalì: era il luogo dove si trovava la casa in campagna della signora Sinis, cosa voleva dire?
Credetti fosse in pericolo e telefonai alla signora. Il suo cellulare squillava ma lei non rispondeva. Lasciai un messaggio nella segreteria:
“Sono Andrea Costa, lei e suo marito come state? Ho paura che vi troviate in pericolo! Chiudetevi in casa e aspettate il mio arrivo o quello delle forze dell’ordine! Le spiegherò tutto fra poco. Ripeto: state chiusi dentro!”
Qualcosa non andava, chiamai Davide ma non rispose, oggi era lo sciopero degli utenti. Era domenica e le forze dell’ordine erano tutte concentrate allo stadio. Non potevo aspettare l’arrivo di una pattuglia, due persone potevano essere in pericolo: dovevo intervenire. Saltai in macchina e mi diressi a Burcei.
Il traffico era scarso, la gente la domenica andava al mare o alla partita. Mi ritrovai nella zona di Burcei in una ventina di minuti. Ad ogni curva che facevo le cianfrusaglie che erano nell’abitacolo sbattevano da una parete all’altra. Digitai il numero di Davide e misi il vivavoce; rispose finalmente:
“Davide mi senti? Ho grossi problemi, mi serve il supporto di una volante, anzi due!”
“Andrea cosa dici, dove sei?”
“Sono stato aggredito in casa da uno dei tizi che avevo visto a Barcellona col figlio della mia cliente!”
“Non dire cazzate, non ci casco più ai tuoi scherzi!”
“Davide non è uno scherzo!”
“Allora non mi stai prendendo in giro? Dimmi cos’è successo. Lo sai che non dovevi allontanarti da casa!”
La solita storia, bisogna attendere le forze dell’ordine per dare una versione dell’accaduto ma non avevo tempo da perdere, il mio sesto senso diceva di muovermi.
“Non ho ancora chiamato i tuoi colleghi. Sono dovuto uscire di casa. Ho trovato un biglietto con una mappa, corrisponde a dove è situata la casa in campagna della mia cliente. Proprio giovedì, quando l’ho incontrata, ha detto che avrebbe trascorso lì il fine settimana insieme al marito.”
“Cosa significa?”
“Li vogliono fare fuori cazzo! Non capisci! Non so il perché ma lo sento, Davide. Questa storia non quadra.”
“Resta dove sei! Aspetta i miei colleghi, non fare cazzate!”
“La casa si trova nella strada che porta a Burcei. Dopo il ponte svolta a sinistra, prosegui per trecento metri e la vedi. Avverti i tuoi colleghi del paese.”
“Sto andando di persona, aspetta che arrivi io! È un ordine hai capito?”
“Sono già arrivato Davide, ti aspetto… ” La linea cadde, non c’era più campo. Dovevo arrangiarmi da solo, sperai avesse sentito tutto.
Arrivai al ponte e svoltai a sinistra, ma dopo pochi metri ìnchiodai con la macchina, una Peugeot Duecentosei grigia era parcheggiata all’inizio di un lungo viale costeggiato da alberi di pino; il sentiero conduceva a una bella casetta costruita su due piani. Si trattava bene Paola Sinis. Scesi dalla macchina, misi l’antifurifurto e mi avvicinai lentamente all’auto. I miei occhi roteavano in ogni direzione; magari spuntava qualcuno pronto a darmi il benvenuto. Si sentiva solo il rumore degli insetti. Silenzio totale dall’abitazione, brutto segno. Provai ad aprire la portiera dell’auto: era chiusa.
Decisi di addentrarmi fra le file di alberi, avrei evitato di essere visto dalla casa. Sdraiato sul suolo guardai se c’era segno di vita tra i pini: negativo. Mi trovavo in collina e il forte vento aveva abbassato la temperatura di qualche grado rispetto alla città. La Sardegna tiene testa alla bora di Trieste, da noi le raffiche di vento a cento chilometri orari non sono poi così infrequenti…
Avrei voluto mettermi il cappuccio della felpa sul capo per ripararmi, ma avrebbe attutito i rumori circostanti, non potevo permettermelo. Avanzavo acquattato per offrire un bersaglio meno evidente, facevo alcuni passi e mi fermavo per ascoltare eventuali fruscii tra gli alberi. La vegetazione era uguale per duecento metri, il luogo ideale per accoppare qualcuno. Ripetei lo stesso schema diverse volte e dopo cinque minuti ero già sudato dalla testa ai piedi. La tensione saliva mentre avanzavo, quando all’improvviso sentii delle grida e un colpo d’arma da fuoco. Merda! Corsi verso l’abitazione, mi augurai non fosse un modo per farmi uscire allo scoperto, forse avevano già individuato la mia auto. Dovevo rischiare. Mi bloccai al termine dei pini. Scrutai la villetta…
Appuntamento a giovedì per la seconda parte del quarto capitolo.
Per chi se li fosse persi:
Capitolo 1, prima parte
Capitolo 1, seconda parte
Capitolo 2, prima parte
Capitolo 2, seconda parte
Capitolo 3, prima parte
Capitolo 3, seconda parte
[Foto di giuliomarziale sotto licenza Creative Commons]

Agosto 20th, 2009 at 11:53 am
[...] Per chi se li fosse persi: Capitolo 1, prima parte Capitolo 1, seconda parte Capitolo 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 4, prima parte Capitolo 4, seconda parte [...]
Agosto 24th, 2009 at 2:21 pm
[...] 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima parte Capitolo 4, seconda [...]
Agosto 31st, 2009 at 2:25 pm
[...] 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima parte Capitolo 4, seconda parte Capitolo 5, prima parte Capitolo 5, seconda [...]
Settembre 7th, 2009 at 8:55 am
[...] 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima parte Capitolo 4, seconda parte Capitolo 5, prima parte Capitolo 5, seconda parte Capitolo 6, prima parte [...]
Settembre 14th, 2009 at 4:12 pm
[...] 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima parte Capitolo 4, seconda parte Capitolo 5, prima parte Capitolo 5, seconda parte Capitolo 6, prima parte [...]
Settembre 24th, 2009 at 1:43 pm
[...] 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima parte Capitolo 4, seconda parte Capitolo 5, prima parte Capitolo 5, seconda parte Capitolo 6, prima parte [...]
Settembre 28th, 2009 at 3:58 pm
[...] 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima parte Capitolo 4, seconda parte Capitolo 5, prima parte Capitolo 5, seconda parte Capitolo 6, prima parte [...]
Ottobre 1st, 2009 at 2:57 pm
[...] 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima parte Capitolo 4, seconda parte Capitolo 5, prima parte Capitolo 5, seconda parte Capitolo 6, prima parte [...]
Ottobre 12th, 2009 at 5:16 pm
[...] 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima parte Capitolo 4, seconda parte Capitolo 5, prima parte Capitolo 5, seconda parte Capitolo 6, prima parte [...]
Ottobre 19th, 2009 at 3:32 pm
[...] 2, prima parte Capitolo 2, seconda parte Capitolo 3, prima parte Capitolo 3, seconda parte Capitolo 4, prima parte Capitolo 4, seconda parte Capitolo 5, prima parte Capitolo 5, seconda parte Capitolo 6, prima parte [...]