Assistenza per le vittime di maltrattamenti familiari a Cagliari con il nuovo centro antiviolenza

Assistenza per le vittime di maltrattamenti familiari a Cagliari con il nuovo centro antiviolenzaSabato 16 gennaio, ad opera del sindaco Emilio Floris, è stata inaugurata la nuova “casa protetta antiviolenza” di Cagliari. La struttura (in realtà già operativa da dicembre 2009), finanziata con fondi regionali erogati dal Comune e gestita dall’Associazione Donne al Traguardo, accoglierà, in maniera temporanea, le donne vittime di violenza.

L’ausilio tramite il centro antiviolenza è rivolto a tutte le donne vittime di maltrattamenti e abusi in famiglia, offrendo un intervento di prima assistenza alle donne in difficoltà e ai loro eventuali figli. Si tratta, come accennato, di un’assistenza temporanea, la cui durata media, non potrà superare i 4 mesi, durante i quali lo staff del centro guiderà le vittime attraverso un percorso di ritorno alla normalità.

Faranno parte dello staff figure professionali qualificate: una psicologa e una psicoterapeuta, due assistenti sociali, due educatrici professionali e una collaboratrice amministrativa. Inoltre sarà possibile ricorrere alla consulenza di esperti quali legali e mediatori culturali.

Affianca il centro un servizio di ascolto al fine di aiutare le donne a trovare la forza per uscire dalla propria condizione, spesso di difficile lettura senza una mano d’aiuto.

I contatti per rivolgersi all’Associazione Donne al Traguardo, che si trova in via Monsignor Piovella 26 (scuola Emilio Lussu, II piano), sono i telefoni 070/2080137 e 333/700 1356, mentre il centro sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

L’associazione può essere raggiunta, indirettamente, anche attraverso il numero della rete nazionale antiviolenza donne 1522.

[Foto di European Parliament sotto licenza Creative Commons]

http://www.wikio.it

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2 Responses to “Assistenza per le vittime di maltrattamenti familiari a Cagliari con il nuovo centro antiviolenza”

  1. 1
    gigi Says:

    come è possibile che tutti a Uta conoscono la situazione di una donna segregata in casa
    e nessuno fa nulla e su questo Marcellino Troncia girano voci spaventose fermiamo la
    violenza sulle donne scrivendo mi rendo conto che sto rischiando ,venendolo a sapere ,
    mi brucerebbe la casa o mi investe con la macchina booooo, forse è per questo che nessuno fa nulla
    fa nulla ba speriamo bene

  2. 2
    salento case Says:

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