
Ritorno nello scenario artistico underground di Federico Carta, writer e pittore, che torna a esporre con la sua carica poetica e visionaria: “Captando le stelle – Una poesia che illumina le discariche e fa vivere tutto”.
“Gigantesche antenne sondano l’infinito…da esse parte un movimento lieve e magico, un’emissione vaporosa e vitale che è la ricerca di un contatto con l’Universo intero, un segnale che prova a ristabilire una comunicazione tra noi e la Natura. La vita stessa.
La poetica di Federico Carta è quella del sogno, della fiaba, della purezza, egli contrappone al mondo reale uno spazio visionario, instabile e fluttuante in cui edifici torreggianti sfiorano il cielo e dominano come un faro lo scenario desolato; qua e là steli di fiori occhio esilmente aggrappati alla Terra lo contemplano.
E ci osservano. Da tempo i suoi dipinti esplorano tutta la gamma delle possibilità espressive del colore, e dunque è una rivelazione che abbia scelto di immergersi nel bianco e nero per alcuni dei lavori in mostra. Un bianco che aggiunge luce, ampiezza e semplicità.
L’artista dipinge con un delicato tratto grafico una visione che ha la magia dei posti abbandonati. L’uomo non c’è, perché è diventato un ingranaggio, si è lasciato andare a un’esistenza televisiva, industriale e consumista, e non si è accorto che la Natura reclamava con un silenzio assordante il suo rispetto. Carcasse industriali e vecchie lavatrici, usate e gettate, dimenticate, confluiscono così in un luogo immaginario dove assumono nuova vita, diventano protagoniste positive, poiché non sono più al servizio dell’uomo. Federico Carta è capace di mettere in scena la felicità della fantasia anche di fronte ad una modernità prepotente in cui ciminiere e discariche assediano la città, in cui una pioggia incontenibile riversa gocce che trasportano altri mondi. I suoi quadri sono gremiti di segni grafici dalla forte carica simbolica come il cuore, che ora gonfio di vita vuole liberarsi leggero, ondeggiare tra gli altri cuori, raggiungere l’universo intorno: vocabolario poetico; bici visioni industrie lavatrici notte orizzonti fili elettrici palazzi sole ingranaggi luce bottiglie amore semafori blatte fiori occhi muri scale acqua colori poetici rotaie cuori viaggio stelle montagne sogni caffettiere mondi televisori ruote asfalto cassonetti fabbrica luna strade gocce antenne Federico Carta è innamorato della vita.
Dipinge tracciando segni primordiali e ricercando i simboli di un personale vocabolario poetico e visionario.
In origine erano ricordi di viaggi, memorie di luoghi visitati, annotazioni poetiche di impressioni ricevute.
Le descrive rievocando minuziosi particolari, oppure valutando l’insieme, ma sempre guardando dove tutti gli altri non guardano,verso dettagli che ad altri paiono invisibili. È uno straordinario sperimentatore di soluzioni materiche e grafiche, un alchimista delle reazioni tra i materiali e della forza dirompente del colore.
La sua tecnica è primitiva, gestuale, alterna la pittura col pennello, all’incisione di piccoli raschi di cacciavite, liberando il colore in un’infinità di sfumature che su più strati accumula sulla tela. Si serve degli smalti come dell’asfalto liquido e sperimenta ispirandosi alla ruggine, al deterioramento delle cose,ricercando la poesia tra velature cromatiche ed effetti luminosi.”
Marco Peri
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