Indagine ad alto rischio – Capitolo 12, seconda parte
Seduto su una sedia cercai di analizzare quanto accaduto dal giorno in cui assunsi l’incarico, mi sarebbe servito di lezione per la successiva indagine. Andare a parlare con Davide lo esclusi a priori, col comandante Bassi era un’ipotesi. Ero solo e rischiavo la pelle ora che avevo scoperto chi c’era dietro questa tragedia, dovevo restare lucido ed elaborare un piano per fottere chi tirava i fili della setta. Di solito a capo di questi pazzi esaltati c’è un santone che cerca di spillare soldi ai suoi membri che si fanno abbindolare dalle sue fandonie. Forse Manuel aveva ucciso il patrigno perché questo aveva scoperto che stava sottraendo soldi alla madre col bancomat. Ma perché alla ARTIS stavano squartando un cristiano? Aveva qualcosa di prezioso nello stomaco? Cocaina? Era un corriere? Potevano aspettare che la espellesse in altro modo, che motivo c’era di farlo fuori? C’era qualcos’altro sotto, lo sentivo. L’orologio batteva le quindici, chiamai Marta.

