Nuove prospettive nella battaglia alla sclerosi multipla grazie a un consorzio di ricerca sardo
Grazie a una serie di studi sulla popolazione, un consorzio di ricerca interamente sardo, formato dall’Istituto di neurogenetica e neurofarmacologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dalle Università di Cagliari e Sassari, dalle aziende ospedaliere di Cagliari, Sassari e Ozieri, e dal Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna, è riuscito a identificare una variazione nel DNA che sembrerebbe aumentare il rischio di sviluppare la sclerosi multipla, malattia che porta alla degradazione della mielina (guaina che riveste i nervi e permette la trasmissione degli impulsi).
La scoperta dell’associazione che lega la variazione del gene di immunoregolazione – il CBLB – al rischio di sviluppare la patologia rappresenta un grosso passo in avanti nella conoscenza della malattia, che colpisce circa 3 milioni di individui a livello mondiale (di cui oltre 50.000 nell’isola), soprattutto tra i giovani adulti.