Bebbe Grillo al Palasport di Cagliari il 23 febbraio

Bebbe Grillo al Palasport di Cagliari il 23 febbraioBeppe Grillo torna a Cagliari col tour 2011 “Grillo is back“.

L’appuntamento è per mercoledì 23 febbraio al Palasport, per l’unica data in Sardegna. Il più volte censurato comico genovese, a tre anni dallo show “Reset” da tutto esaurito, nel suo spettacolo affronta con la sua caratteristica pungente satira temi che investono la nostra quotidianità, dal sociale alla politica, e che chi lo segue su internet può spesso leggere sul suo popolare blog.

Con “Grillo is back” il pubblico viene trasportato all’interno di una grande rete internet, quasi a essere lui stesso il blogger, mentre il palco si trasforma in uno schermo del pc. Dietro il palco invece, sullo sfondo, appaiono scritte, concetti, immagini che interagiscono con i temi trattati.

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Shakespeare per l’uomo moderno

Shakespeare

Uno Shakespeare mutato nella forma, ma non nella sua essenza. Partendo dal presupposto che lo sguardo del pubblico attuale è profondamente diverso rispetto a quello di uno spettatore shakespeariano, la compagnia teatrale L’Officina del Teatro ha cercato di concentrarsi su aspetti in realtà molto attuali nella messa in scena del Macbeth.

Sono le tre streghe che aprono la strada agli eventi in scena, per dare il via alla tragedia e al suo eterno conflitto tra destino e volontà umana. Creando un vortice attorno a Macbeth, dopo il loro intervento tutto inizia a precipitare.

Una tragedia proposta con pochissimi ed essenziali elementi scenici che non distraggano dal testo, cuore dello spettacolo.

La trama
Al termine di una battaglia, il re di Scozia, saputo che il generale Macbeth ha combattuto valorosamente, lo nomina signore di Cawdor. Prima di conoscere la notizia, Macbeth s’imbatte in tre streghe che lo profetizzano futuro re. Quando viene a sapere che il re si fermerà nel suo castello per una notte, incoraggiato dalla brama di potere della moglie, Macbeth comincia e credere nella profezia e prepara un piano per ucciderlo. L’azione lascia però Macbeth così scosso che Lady Macbeth dovrà assumere il comando.

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A lezione anche a teatro?

La lezione

Una storia dalla struttura apparentemente semplice per divertire e allo stesso tempo inquietare e far riflettere lo spettatore, trascinato in un gioco fatto di parole, incongruenze, paradossi, certezze annullate, che non intendono comunicare, ma solo creare un ritmo aggressivo di suoni.

“Un dramma comico” lo definisce l’autore. Una critica al sistema, ai ruoli, che esistono solo nella forma, in un crescendo di comicità che lascia spazio sul finale all’angoscia: sembra che il confine tra bene e male possa facilmente essere travalicato, e l’assenza che invade le parole porta a effetti drammatici.

La trama
Un vecchio professore riceve un’allieva per una lezione privata di matematica e filologia e tutto sembra procedere secondo il consueto rituale didattico: carinerie e freddure spiritose, domande e risposte da questionario elementare. Ma a poco a poco la banalità della situazione inizia a deviare, in un crescendo di minacce e punizioni.

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Se l’auto rimane in panne, non chiedete aiuto a nessuno!

la panne

Gianmarco Tognazzi fa rivivere sulla scena un inquietante e grottesco racconto di Dürrenmatt, che vuole dimostrare attaverso il paradosso che siamo tutti colpevoli.

La panne. Una storia ancora possibile (1956) dello scrittore e drammaturgo svizzero Friedrich Dürrenmatt è un romanzo breve che indaga le passioni e la conflittualità dei sentimenti umani.

La trama
L’automobile in panne costringe Alfredo a una sosta forzata. Cercando aiuto trova ospitalità da un vecchio giudice in compagnia di due amici, che cercano di coinvolgerlo nel loro gioco preferito: ricelebrare importanti processi storici. Con l’alcol a fare compagnia, Alfredo si ritrova a poco a poco imputato in un vero e proprio processo e, in maniera inquietante, il gioco si fa realtà: confessandosi, l’uomo rivela di aver compiuto un delitto quando, confessando anonimamente al suo principale di essere stato l’amante della moglie, ne aveva causato la morte per infarto. Il delitto è senza colpa, ma la sua rievocazione fa emergere i ricordi dal passato, portando a conseguenze che non lasciano più spazio al gioco.

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Se non arriva la neve a Cagliari, ci pensa Slava

slava's snowshow

Dopo quasi vent’anni in giro per il mondo, arriva oggi e rimane tra noi fino a sabato Slava Polunin, il miglior clown di sempre secondo molti.

Il suo spettacolo Slava’s snowshow, già definito “un classico del teatro del XX secolo”, sta per sorprenderci con la sua magia, con la sua tenerezza e la sua potenza visiva, dove il gioco e la fantasia la fanno da padrone.

Slava interpreta Asisyai, un clown che si rifà a personaggi come Marcel Marceau e Charlot, con le loro interpretazioni allo stesso tempo comiche e amare. Insieme a lui tanti altri clown, ognuno con una sua personalità ben definita.

E’ uno spettacolo in continuo movimento, che evolve incessantemente con idee e innovazioni, ed estremamente coinvolgente.

Visto che qui da noi non arriva da un’eternità, ci penserà Slava a creare una stano contrasto, portando la neve ma scaldandoci i cuori.

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Spiriti nelle Tenebras, l’anima oscura della Sardegna

tenebre

La Sardegna non è solo mare e sole come molti turisti sprovveduti possono forse credere. E’ anche una terra affascinante e misteriosa, dal sapore arcaico, dove forse anche Poe e Lovecraft avrebbero potuto trarne spunto per i loro cupi racconti, se ne avessero avuto l’occasione.

Ed è per questo che si può considerare un vero e proprio viaggio, buio e tetro, attraverso l’anima oscura della Sardegna, fatto di musica, parole e immagini in movimento, quello che debutta stasera al Piccolo Auditorium di Cagliari.

Sono i “Racconti della penombra” narrati in Tenebras, uno spettacolo al confine fra reale e surreale.

Sulla scena Ennio Tullio Arthemalle, che narra cinque cupe storie a metà tra mito e leggenda, dal tono crepuscolare e gotico, ambientati proprio in quella Sardegna misteriosa e arcaica.

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Intrighi al femminile

Hedda Gabler
Nell’ambito della rassegna “Invito a teatro”, partita all’inizio di febbraio con La notte delle lucciole, da giovedì la rappresentazione di un testo emblematico di Henrik Hibsen: Hedda Gabler.

Hedda è una ragazza borghese, ormai quasi trentenne, benestante ma ugualmente sposata con un uomo che non ama per ragioni economiche. Ma quando viene a sapere che il marito dovrà concorrere con un suo vecchio pretendente per ottenere una cattedra all’università, nel giro di pochi giorni Hedda imbastirà una serie di intrighi che avranno esiti drammatici.

Hedda Gabler è un dramma in quattro atti dello scrittore e drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, e uno dei suoi maggiori successi.

Dopo la pubblicazione e la prima rappresentazione del testo, che risale al 1890, Ibsen subì numerose critiche a causa degli atteggiamenti e del carattere della protagonista, antitesi perfetta dell’ideale di donna del periodo, che nel tentativo di acquisire libertà e indipendenza, innesca una spirale di egoismo e gelosia, rivelando una natura profondamente insoddisfatta.

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Ritmi tribali in biblioteca

musica in biblioteca
Sssssssssh… silenzio, siamo in biblioteca!

E invece stavolta no, stasera si farà rumore, e che rumore! Direttamente dal Senegal arrivano i Guney Africa per il penultimo degli Incontri con la musica: culture a confronto, gli appuntamenti promossi dalla Biblioteca generale e di studi sardi in cui è la musica a farla da padrone.

Un viaggio attraverso la musica in tante sue manifestazioni, dalle arie cinematografiche alle antiche melodie delle launeddas, che non poteva dimenticare i ritmi d’Africa, con le sue danze e le sue percussioni.

I Guney Africa, ballerini, oltreché cantanti e musicisti, riescono a fondere il suono dei bonghi con il linguaggio del corpo. La band presenterà e spiegherà i brani del repertorio, incentrato sui ritmi tribali e su coreografie tradizionali del Senegal e della Tanzania.

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Le serve viste da vicino

Le serve
(Questo articolo contiene alcuni spoiler della rappresentazione teatrale, perciò faccia attenzione chi ha già comprato il biglietto!)

Odio e amore, amore e odio. Sono i due sentimenti che si intrecciano indissolubilmente nella pièce di Genet messa in scena da Giuseppe Marini, Les bonnes – Le serve, cui ho avuto il piacere di assistere ieri, alla prima. Amore e odio della domestica Solange per la sorella Claire e viceversa, odio e amore di entrambe per Madame. E questo stretto intreccio non può che portare alla follia, dopo che inganno e finzione annacquano la realtà.

Tre attrici assolutamente in parte e delle trovate sceniche interessanti e d’impatto, tra cui i grandi oggetti (la sveglia, la chiave e la cornetta, importanti nella trama) che rimangono in scena e continuano a costituire parte integrante della scenografia, o la “enorme” Madame che compare a metà spettacolo addobbata di luci. Una Madame che è estremamente divertente, soprattutto in questa sua prima parte: quasi una “showgirl” d’altri tempi, in un mondo tutto suo, su un piedistallo ma senza essere superba (e la sua voce presenta anche quella sorta di eco spesso affidata alle divinità), svampita, ingenua, fiduciosa nelle due arpie che la venerano ma tramano alle sue spalle, dapprima in maniera indiretta, portando all’allontanamento di un fantomatico Monsieur, poi in maniera più sfacciata.

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Due domestiche d’esperienza sulla scena

Teatro Le serve
Franca Valeri e Annamaria Guarnieri, da domani 11 febbraio fino a domenica 15, impersoneranno “Le serve”, due grette sorelle, domestiche al servizio di una ricca e generosa “Madame”, che giocano in sua assenza a fare le borghesi, vestendo i suoi abiti e impersonandola, fino al macabro scherzo di ucciderla. Ma finzione e realtà si intrecciano in maniera a volte inesplicabile, e il destino ci mette del suo…

La vicenda non è del tutto inventata. L’autore, Jean Genet, ha tratto infatti spunto da un terribile avvenimento risalente agli anni ’30 in Francia, quando le due sorelle Papin, al servizio presso una famiglia borghese, uccisero la padrona e la figlia.

E’ previsto inoltre l’incontro con il pubblico il 13 febbraio presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, cui parteciperanno le due attrici Franca Valeri e Patrizia Zappa Mulas.

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