A lezione anche a teatro?

La lezione

Una storia dalla struttura apparentemente semplice per divertire e allo stesso tempo inquietare e far riflettere lo spettatore, trascinato in un gioco fatto di parole, incongruenze, paradossi, certezze annullate, che non intendono comunicare, ma solo creare un ritmo aggressivo di suoni.

“Un dramma comico” lo definisce l’autore. Una critica al sistema, ai ruoli, che esistono solo nella forma, in un crescendo di comicità che lascia spazio sul finale all’angoscia: sembra che il confine tra bene e male possa facilmente essere travalicato, e l’assenza che invade le parole porta a effetti drammatici.

La trama
Un vecchio professore riceve un’allieva per una lezione privata di matematica e filologia e tutto sembra procedere secondo il consueto rituale didattico: carinerie e freddure spiritose, domande e risposte da questionario elementare. Ma a poco a poco la banalità della situazione inizia a deviare, in un crescendo di minacce e punizioni.

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Se l’auto rimane in panne, non chiedete aiuto a nessuno!

la panne

Gianmarco Tognazzi fa rivivere sulla scena un inquietante e grottesco racconto di Dürrenmatt, che vuole dimostrare attaverso il paradosso che siamo tutti colpevoli.

La panne. Una storia ancora possibile (1956) dello scrittore e drammaturgo svizzero Friedrich Dürrenmatt è un romanzo breve che indaga le passioni e la conflittualità dei sentimenti umani.

La trama
L’automobile in panne costringe Alfredo a una sosta forzata. Cercando aiuto trova ospitalità da un vecchio giudice in compagnia di due amici, che cercano di coinvolgerlo nel loro gioco preferito: ricelebrare importanti processi storici. Con l’alcol a fare compagnia, Alfredo si ritrova a poco a poco imputato in un vero e proprio processo e, in maniera inquietante, il gioco si fa realtà: confessandosi, l’uomo rivela di aver compiuto un delitto quando, confessando anonimamente al suo principale di essere stato l’amante della moglie, ne aveva causato la morte per infarto. Il delitto è senza colpa, ma la sua rievocazione fa emergere i ricordi dal passato, portando a conseguenze che non lasciano più spazio al gioco.

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Alla Fabbrica con lo Zio Vanja

Zio Vanja

Continua all’associazione culturale “La Fabbrica Illuminata” di Cagliari la rassegna, a cura di Marco Parodi, che vede la proiezione dei 15 spettacoli che hanno fatto la storia del teatro contemporaneo, la maggioranza dei quali mai allestiti in Sardegna.

Questa sera va “in scena” e chiude la rassegna lo Zio Vanja di Anton Cechov, nella trasposizione cinematografica di Louis Malle dal titolo Vanya sulla 42° Strada, uscito nel 1994 con la sceneggiatura di David Mamet, famoso commediografo oltre che egli stesso regista, che ha mantenuto, pur nella novità della collocazione geografica, la bellezza del testo originale.

La trama in breve.
A New York, un attore e un regista teatrale si incontrano nei pressi del New Amsterdam Theatre dove, radunati altri attori e di fronte a pochi spettatori, mettono in scena una prova generale di Zio Vanja di Cechov. Il film è girato interamente in teatro, con scene sobrie e colonna sonora ridotta all’essenziale.

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Se non arriva la neve a Cagliari, ci pensa Slava

slava's snowshow

Dopo quasi vent’anni in giro per il mondo, arriva oggi e rimane tra noi fino a sabato Slava Polunin, il miglior clown di sempre secondo molti.

Il suo spettacolo Slava’s snowshow, già definito “un classico del teatro del XX secolo”, sta per sorprenderci con la sua magia, con la sua tenerezza e la sua potenza visiva, dove il gioco e la fantasia la fanno da padrone.

Slava interpreta Asisyai, un clown che si rifà a personaggi come Marcel Marceau e Charlot, con le loro interpretazioni allo stesso tempo comiche e amare. Insieme a lui tanti altri clown, ognuno con una sua personalità ben definita.

E’ uno spettacolo in continuo movimento, che evolve incessantemente con idee e innovazioni, ed estremamente coinvolgente.

Visto che qui da noi non arriva da un’eternità, ci penserà Slava a creare una stano contrasto, portando la neve ma scaldandoci i cuori.

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Spiriti nelle Tenebras, l’anima oscura della Sardegna

tenebre

La Sardegna non è solo mare e sole come molti turisti sprovveduti possono forse credere. E’ anche una terra affascinante e misteriosa, dal sapore arcaico, dove forse anche Poe e Lovecraft avrebbero potuto trarne spunto per i loro cupi racconti, se ne avessero avuto l’occasione.

Ed è per questo che si può considerare un vero e proprio viaggio, buio e tetro, attraverso l’anima oscura della Sardegna, fatto di musica, parole e immagini in movimento, quello che debutta stasera al Piccolo Auditorium di Cagliari.

Sono i “Racconti della penombra” narrati in Tenebras, uno spettacolo al confine fra reale e surreale.

Sulla scena Ennio Tullio Arthemalle, che narra cinque cupe storie a metà tra mito e leggenda, dal tono crepuscolare e gotico, ambientati proprio in quella Sardegna misteriosa e arcaica.

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Andiamo di nuovo al Massimo?

teatro massimo

“Vado al Massimo” cantava Vasco diversi anni fa, e precisamente nel 1982, dimostrando evidentemente la sua intenzione di tornare a veder splendere il glorioso teatro cagliaritano, chiuso proprio all’inizio di quell’anno.

A parte gli scherzi, sono dovuti passare quasi trent’anni per restituire ai Cagliaritani uno dei teatri più amati, pronto ad accogliere la stagione di prosa.

L’11 febbraio 2009 è stato inaugurato il Nuovo Teatro Massimo, completamente ristrutturato dall’Amministrazione comunale con una spesa complessiva di circa otto milioni di euro.

Cenni storici
Il Massimo nacque nel 1947, grazie ad alcuni imprenditori che trasformarono il vecchio mulino Merello in un teatro.

Ospitò sul suo palcoscenico grandi artisti, sia della lirica che del teatro, fino all’inizio del 1982, quando venne chiuso dalla Commissione di Vigilanza per problemi all’impianto elettrico.

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Intrighi al femminile

Hedda Gabler
Nell’ambito della rassegna “Invito a teatro”, partita all’inizio di febbraio con La notte delle lucciole, da giovedì la rappresentazione di un testo emblematico di Henrik Hibsen: Hedda Gabler.

Hedda è una ragazza borghese, ormai quasi trentenne, benestante ma ugualmente sposata con un uomo che non ama per ragioni economiche. Ma quando viene a sapere che il marito dovrà concorrere con un suo vecchio pretendente per ottenere una cattedra all’università, nel giro di pochi giorni Hedda imbastirà una serie di intrighi che avranno esiti drammatici.

Hedda Gabler è un dramma in quattro atti dello scrittore e drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, e uno dei suoi maggiori successi.

Dopo la pubblicazione e la prima rappresentazione del testo, che risale al 1890, Ibsen subì numerose critiche a causa degli atteggiamenti e del carattere della protagonista, antitesi perfetta dell’ideale di donna del periodo, che nel tentativo di acquisire libertà e indipendenza, innesca una spirale di egoismo e gelosia, rivelando una natura profondamente insoddisfatta.

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Chisciotte-Fenicottero tra i Capitani coraggiosi

Teatro bambini

Non poteva mancare, tra gli appuntamenti a teatro, anche un occhio di riguardo al mondo dell’infanzia. Ci pensa Capitani coraggiosi, la stagione di teatro a loro appositamente dedicata da Cada Die Teatro, che ha compiuto quest’anno 16 anni (ormai un’adolescente!).

Non solo spettacoli, ma anche progetti di formazione, laboratori e iniziative a tema.

Dopo “Lucio l’asino” (seguito dalla passeggiata nel parco con gli asinelli), “A pancia in su” e “Pedrigheddu”, tocca a “Chisciotte-Fenicottero pitzinnos farenheit” stimolare ed emozionare le giovani menti, sempre reattive e disposte al confronto creativo.

Chisciotte-Fenicottero ha sempre la testa per aria, forse a causa delle sue gambe lunghissime. Appassionato lettore, si batte per evitare la distruzione di tutti i libri del mondo da parte di un malvagio re e dei suoi scagnozzi (e da qui il rimando al famoso Farenheit 451), convinti che facciano sognare troppo con la fantasia.

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Le serve viste da vicino

Le serve
(Questo articolo contiene alcuni spoiler della rappresentazione teatrale, perciò faccia attenzione chi ha già comprato il biglietto!)

Odio e amore, amore e odio. Sono i due sentimenti che si intrecciano indissolubilmente nella pièce di Genet messa in scena da Giuseppe Marini, Les bonnes – Le serve, cui ho avuto il piacere di assistere ieri, alla prima. Amore e odio della domestica Solange per la sorella Claire e viceversa, odio e amore di entrambe per Madame. E questo stretto intreccio non può che portare alla follia, dopo che inganno e finzione annacquano la realtà.

Tre attrici assolutamente in parte e delle trovate sceniche interessanti e d’impatto, tra cui i grandi oggetti (la sveglia, la chiave e la cornetta, importanti nella trama) che rimangono in scena e continuano a costituire parte integrante della scenografia, o la “enorme” Madame che compare a metà spettacolo addobbata di luci. Una Madame che è estremamente divertente, soprattutto in questa sua prima parte: quasi una “showgirl” d’altri tempi, in un mondo tutto suo, su un piedistallo ma senza essere superba (e la sua voce presenta anche quella sorta di eco spesso affidata alle divinità), svampita, ingenua, fiduciosa nelle due arpie che la venerano ma tramano alle sue spalle, dapprima in maniera indiretta, portando all’allontanamento di un fantomatico Monsieur, poi in maniera più sfacciata.

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Due domestiche d’esperienza sulla scena

Teatro Le serve
Franca Valeri e Annamaria Guarnieri, da domani 11 febbraio fino a domenica 15, impersoneranno “Le serve”, due grette sorelle, domestiche al servizio di una ricca e generosa “Madame”, che giocano in sua assenza a fare le borghesi, vestendo i suoi abiti e impersonandola, fino al macabro scherzo di ucciderla. Ma finzione e realtà si intrecciano in maniera a volte inesplicabile, e il destino ci mette del suo…

La vicenda non è del tutto inventata. L’autore, Jean Genet, ha tratto infatti spunto da un terribile avvenimento risalente agli anni ’30 in Francia, quando le due sorelle Papin, al servizio presso una famiglia borghese, uccisero la padrona e la figlia.

E’ previsto inoltre l’incontro con il pubblico il 13 febbraio presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, cui parteciperanno le due attrici Franca Valeri e Patrizia Zappa Mulas.

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